Le bufale del No sul referendum costituzionale

Le bufale del No sul referendum costituzionale

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By |2018-11-14T17:04:14+00:0024 Novembre 2016|Categories: Politically (in)correct|0 Comments

Con l’avvicinarsi del voto referendario del 4 dicembre, in rete circolano con maggiore insistenza le solite bufale che prendono la mano a tutti, ma in particolar modo ai critici della riforma. Cerchiamo di smontarle per favorire un voto informato e più consapevole.

  • Con il NO il governo si deve dimettere. FALSO!
    Chiaramente sarebbe una sconfitta politica rilevante per Renzi, ma nessuna legge dice che in caso di sconfitta in un referendum il governo è costretto a dimettersi. L’unico modo per far cadere i governi italiani, tutti, nessuno escluso, è con la sfiducia in Parlamento. Il voto del 4 dicembre riguarda solo le modifiche alla Costituzione, nient’altro.
  • Il Senato sarà composto da senatori non eletti. FALSO!
    La formazione del nuovo Senato è ad elezione indiretta, ossia: 74 consiglieri regionali e 21 sindaci nominati nelle 20 regioni italiane, quindi tutti eletti nel proprio territorio. Di contro, non è ancora stato stabilito l’esatta procedura per questa elezione, poiché tutto è rimandato a una legge successiva all’approvazione della riforma. Altro caso simile è la nomina del Presidente del Consiglio, il quale non viene eletto direttamente dai cittadini ma nominato dal Presidente della Repubblica e successivamente votato dal Parlamento che gli dà la fiducia.
  • Il Parlamento è stato eletto con una legge elettorale illegittima quindi anche il Parlamento è illegittimo. FALSO!
    Anche se il Porcellum è stato dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale (sentenza 1/2014), il Parlamento è assolutamente legittimo e la stessa sentenza lo riporta chiaramente. Il Parlamento non solo può restare in carica per l’intera durata della legislatura, ma può modificare la legge elettorale e perfino la Costituzione com’è avvenuto. La Corte non ha sentenziato nessun limite a questo Parlamento, anche perché se fosse illegittimo saremmo in una situazione tale da non poter sistemare le norme all’origine dell’incostituzionalità. In pratica sarebbe come il cane che si morde la coda.
  • Il governo ha approvato la riforma con la fiducia. FALSO!
    Il governo non ha mai posto la questione di fiducia in nessuna delle tre letture in Parlamento, quindi né alla Camera e né al Senato. L’approvazione ha seguito alla lettera l’intero iter prescritto dall’art. 138 della Costituzione.
  • Il governo ha modificato una Costituzione intoccabile. FALSO!
    È la stessa Costituzione a prevedere le modifiche della nostra Carta. L’unica parte inviolabile sono i primi dodici articoli della parte prima (composta da 42 articoli in totale) che si occupa dei “Diritti e dei Doveri dei cittadini“. La possibilità di modifiche è stata pensata dai nostri Padri Costituenti fin dall’inizio, tant’è che al suo interno si trova perfino l’augurio che “i nostri figli possano rivedere la Costituzione e modificarla per il bene del Paese”. La possibilità di aggiustamenti o aggiornamenti ha modalità ben definite, e prevedono anche il ricorso al referendum per confermare queste modifiche nel caso il Parlamento non l’approvi con un’ampia maggioranza o se venisse comunque richiesto almeno da un quinto dei componenti legislativi. Il governo Renzi aveva confermato sin dalla prima lettura di voler ricorrere al referendum in qualsiasi caso; ad eliminare ogni dubbio, c’è stato poi l’approvazione della riforma con meno dei due terzi in seconda lettura come prevede la Costituzione, quindi il referendum è diventato obbligatorio.
  • Il Presidente della Repubblica verrà eletto dal governo. FALSO!
    L’art. 83 della Costituzione vigente prevede che per le prime tre votazioni il Presidente debba essere eletto dai 2/3 del Parlamento in seduta comune, dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta, ovvero la metà più uno. La riforma prevede invece che dal quarto al sesto scrutinio il quorum necessario sia i 3/5 dei voti degli aventi diritto – 438 voti -, dal settimo scrutinio in poi i 3/5 dei votanti effettivi e non dei componenti.  Significa che serviranno almeno 438 voti per eleggere il presidente della Repubblica in condizioni normali. Nel caso ci fosse un assenteismo di massa al momento della votazione, va da sé che i 3/5 dei presenti eleggerà il nuovo Capo dello Stato. Domanda: perché mai gli oppositori dovrebbero assentarsi dall’aula al momento della votazione facendo eleggere un Presidente non gradito?
  • Votando Sì smetteremo di eleggere il presidente della Repubblica. FALSO!
    Per il semplice motivo che i cittadini non hanno mai eletto direttamente il Presidente della Repubblica. L’Italia non è una Repubblica presidenziale quindi il Presidente viene eletto dal Parlamento.
  • Votando Sì aumenteranno le firme per indire nuovi referendum popolari. FALSO!
    Per indire un referendum abrogativo serviranno esattamente 500mila firme come adesso ed un quorum del 50%+1 degli aventi diritto per farlo passare con il voto popolare; mentre con 800mila firme il quorum verrà portato al 50% dell’affluenza delle elezioni politiche precedenti. Un esempio pratico: oggi, con 800mila firme, il quorum per far passare il referendum al voto sarà del 37%+1 contro il 50%+1 attuale. Forse sbaglio io, però mi sembra un’aggiunta alla partecipazione, non il contrario.
  • La Camera sarà composta anche da deputati non eletti. FALSO!
    Qui si parla di legge elettorale, non di riforma costituzionale. La bufala riguarda i princìpi con cui verranno assegnati i seggi col premio di maggioranza. Va precisato che tutti i deputati siederanno a Montecitorio sulla base dell’esito elettorale, compresa quella parte di eletti il cui seggio verrà assegnato con la quota maggioritaria spettante al partito o alla coalizione che vincerà le elezioni. Quindi la totale composizione della Camera dei Deputati sarà regolarmente eletta.
  • L’art. 117 della riforma potrebbe significare la perdita della sovranità nazionale perché dentro la nostra Costituzione ci sarà scritto che l’Italia dovrà seguire gli ordini di Bruxelles. FALSO!
    Questa è una delle bufale che girano di più sui social network (e su siti tipo ilfattoquotidaino.it, governoladro.it, corrieredelcorsaro.it, ilgiomale.it, catenaumana.com, imolaoggi.it… qui la lista completa). Secondo questi fini sostenitori del No, il governo Renzi starebbe tenendo nascosto l’art. 117 della riforma perché, appunto, “potrebbe significare la perdita della sovranità nazionale“ in quanto con l’approvazione della riforma “dentro la nostra Costituzione ci sarà scritto che l’Italia dovrà seguire gli ordini di Bruxelles“. Smontarla è facile. L’articolo dell’attuale Costituzione dice testualmente: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.” L’articolo 117 riformato dice invece: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali.” In pratica è stata modificata la parola “Comunitario” con “dell’Unione europea”.
  • Le schede degli italiani all’estero non sono timbrate, quindi il voto verrà annullato. FALSO!
    Una legge del 2001 prevede che le schede agli italiani residenti all’estero non vi arrivino vidimate. Questa legge è stata appositamente pensata per ridurre eventuali brogli elettorali di schede già timbrate, intercettate da qualcuno e poi usate per esprimere il voto all’insaputa dell’elettore. La procedura consiste nel vidimare le schede da parte del vicepresidente del seggio man mano che vengono aperte come se il voto dell’elettore residente all’estero avvenisse all’interno del seggio elettorale italiano.

E infine la madre di tutte le bufale, la bufala-bonus che non manca mai in qualsiasi elezione:

  • Al referendum non lasciare che cancellino il tuo voto! Non usare la matita che ti danno! Porta con te una biro e usa quella! #iovoto. Ovviamente è FALSO!
    In cabina elettorale si vota solo ed esclusivamente con la matita copiativa fornita al seggio, se si usa la penna si annulla il proprio voto.

About the Author:

Mi chiamo Giacomo Lagona, mi occupo di marketing digitale e social media con la creazione di contenuti e strutture di supporto dall'offline all'online e viceversa. Sviluppo strategie di marketing politico, Social Media Marketing; organizzo campagne elettorali ed eventi culturali basati su territorio e turismo di nicchia.
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