Se tutto va bene siamo rovinati

Se tutto va bene siamo rovinati

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By |2018-11-22T10:31:49+00:006 Giugno 2017|Categories: Politically (in)correct|Tags: , , , , , , |0 Comments

Arabia Saudita, Bahrain, Egitto e Emirati Arabi Uniti hanno rotto tutte le relazioni diplomatiche con il Qatar: tutti i traffici tra i paesi sono bloccati, il prezzo del petrolio ha cominciato a salire, il Brent ha nuovamente superato i 50 dollari al barile, la borsa del Qatar ha sbroccato, Qatar Airways, Etihad e Emirates hanno cancellato tutti i voli da e per il Qatar.

Non è la prima volta che i paesi dell’Opec invitano il Qatar a tagliare i ponti con i Fratelli Musulmani, Hamas e l’Iran; ma stavolta lo scenario è diverso perché alla Casa Bianca c’è Trump. Che succederà nel paese con gran parte del petrolio e del gas del mondo?

La popolazione del Qatar è inferiore a quella di Roma (2.2 milioni di abitanti), ma (purtroppo) è il maggior esportatore di gas del pianeta e il suo fondo sovrano è uno dei più grandi del mondo (335 miliardi di dollari in asset). A capo del “Qatar Investment Fund” c’è lo sceicco Abdullah bin Hamad bin Khalifa Al-Thani, nome ben conosciuto dalla finanza italiana: è presente nel nostro paese con una serie di attività strategiche che vanno dal turismo (Costa Smeralda), alla moda (Valentino), fino all’immobiliare dove il solo investimento nel complesso di Porta Nuova a Milano vale circa 2 miliardi di euro. Tra le altre cosucce, possiede il 10,3% della Borsa di Londra che a sua volta controlla la Borsa di Milano. Dite che ci interessa?

Resta solo un piccolissimo dilemma da sciogliere: qual è la posizione del governo italiano sulla crisi in Medio Oriente? Preferiamo i sunniti o gli sciiti? Appoggiamo Trump o Doha? E come facciamo con l’Egitto con cui abbiamo interessi importantissimi (per dire: la quota di estrazione di Eni è del 10,5% annua, senza considerare il giacimento di gas offshore di Zohr)? E cosa farà la nostra diplomazia con l’Arabia Saudita e Abu Dhabi (primo azionista di Unicredit attraverso il fondo Aabar) e gli altri soggetti che hanno riempito con centinaia di milioni di dollari il nostro sistema finanziario e industriale?

Tranquilli, tutto è nelle mani del nostro grande ministro degli Esteri Angelino Alfano. Se solo eliminasse quel suo primo e unico punto in agenda: la sua sopravvivenza politica nel prossimo Parlamento.

About the Author:

Mi chiamo Giacomo Lagona, mi occupo di marketing digitale e social media con la creazione di contenuti e strutture di supporto dall'offline all'online e viceversa. Sviluppo strategie di marketing politico, Social Media Marketing; organizzo campagne elettorali ed eventi culturali basati su territorio e turismo di nicchia.
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